La Cambogia è un’emozione intensa e silenziosa, una terra di templi avvolti dalla giungla, di sorrisi timidi e sguardi profondi, dove il passato e il presente convivono in un equilibrio delicato. Camminare tra le rovine di Angkor significa sentire il respiro della storia, tra pietre scolpite, radici millenarie e una spiritualità che sembra sospesa nell’aria. Ogni alba è un momento sacro, ogni tramonto un invito alla contemplazione.
Quando la foresta pluviale si dirada lasciando il posto al monumentale tempio di Angkor Vat, il più noto tra i templi millenari del sito di Angkor, la meraviglia è assicurata. Grandiosa ed imperdibile, l’area archeologica di Angkor custodisce i resti della capitale dell’impero khmer. Angkor è un capolavoro avvolto dal mistero, così come lo è la sua estinzione. Senza una spiegazione, la vita si è fermata, come tutto si fosse tramutato in pietra, avvolta e nascosta poi da una lussureggiante vegetazione. Acque di tre mitici fiumi che qui si riuniscono, monaci con abiti tradizionali color ocra, pagode, un intenso traffico che sommerge i viali alberati dell’ex quartiere francese: Phnom Penh unisce le bellezze dell’ex capitale dell’epoca coloniale all’animazione e alla modernità delle megalopoli asiatiche. Il Tonlé Sap, (o Grande Lago) è un sistema combinato tra lago e fiume di enorme importanza per la Cambogia. È il più grande lago di acqua dolce del sud-est asiatico ed è un punto ecologicamente critico che è stato dichiarato “riserva della biosfera” dall’UNESCO nel 1997. Kompong Phluk è un villaggio galleggiante sulle rive del Tonle Sap, a circa 20 km da Siem Reap. È una meta da non perdere, perché consente di vedere da vicino una parte rilevante di vita della Cambogia, cioè quella che si consuma sopra le acque, sulle palafitte, sulle barche.











